Sudan 
 
Gennaio 2011 
Il sud del Sudan vota per la secessione dal Nord. Se ci sarà almeno il 60% dei voti, nascerà il 57° stato africano. Questa votazione era stata stabilita negli accordi di pace del 2005. Il nord ha gran parte delle infrastrutture e il potere politico; il sud ha risorse minerarie, legname, acqua. Lo stato di Abyei, al centro del Paese, ha la maggior parte delle risorse petrolifere note: avrà un suo referendum in cui potrà decidere se stare con il Sud o con il Nord. 
Il petrolio per ora in gran parte va in Cina. Gli USA e in genere i paesi occidentali sostengono il sud. Il nord è in gran parte arabo/musulmano, mentre il sud è animista/cristiano 
 
Aprile 2010 
Elezioni in Sudan; nel sud l'SPLM, il partito che vuole un Sud del Sudan indipendente, ottiene il 90% dei voti. 
 
Luglio 2008 
Secondo fonti ONU il conflitto ha già causato 500000 morti. Oltre 2 milioni di persone vivono nei campi profughi dopo essere stati costretti a fuggire dai loro villaggi; altri 2 milioni sono stati ospitati da comunità locali, 200mila si sono rifugiati in Ciad; altri 2,5 milioni sono intrappolati nella zona del conflitto e la metà sono bambini. 
Il 14 luglio la Corte Penale Internazionale per mezzo del procuratore Luis Moreno-Ocampo ha emesso un mandato di arresto per il presidente del Sudan Omar Hassan al Bashir, alla guida del Paese da 19 anni. Il presidente è stato incriminato per 12 capi, incluso genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra; il presidente avrebbe promosso e provveduto all'impunità dei suoi subordinati per attuare la sua volontà di commettere genocidio. Il presidente avrebbe organizzato la povertà, l'insicurezza e le vessazioni dei dei sopravvissuti con lo stupro, la fame, la paura
Il mondo arabo si è espresso invece a favore del presidente; e l'Unione Africana si è dichiarata preoccupata dell'influsso di questa notizia sulle fragili trattative di pace in corso in Darfur. C'è anche il timore che vi siano ripercussioni sulla fragile pace tra il nord e il sud del Sudan (raggiunta nel 2005 dopo 20 anni di conflitto). 
 
Dicembre 2007 
 
Forze armate del Chad e ribelli del Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza starebbero attaccando città e villaggi nell'area di el-Geneina, nel Darfur (BBC). 
 
Settembre 2007 
Il segretario dell'ONU Ban Ki-moon va in Darfur per rendersi conto di persona della situazione: un problema complesso che è causato anche dal controllo dell'acqua. Vede anche il leader libico Muammar Gheddafi che si offre di ospitare i colloqui di pace che cominceranno in Libia il 27 ottobre. 
 
Agosto 2007 
ONU e Unione Africana varano la missione Unamid, un contingente di 26000 uomini che dovrebbe pacificare la guerra civile in Darfur, che ha già fatto oltre 200000 vittime e 2 milioni di profughi dal 2003. 
Sono state necessarie diverse acrobazie politiche; la Cina importa il 65% del petrolio del Sudan ed è il primo fornitore di armi del Governo. 
In Darfur operano 80 organizzazioni umanitarie con 13000 volontari. La violenza del conflitto colpisce i civili e anche le organizzazioni di aiuto, molte ONG hanno dovuto ridurre la loro attività. 
 
Luglio 2007 
Anche le Nazioni Unite ammettono che in Darfur è in corso una vera e propria pulizia etnica. 
 
Marzo 2007 
La Cina sigla un accordo per una ferrovia di oltre 700Km da Kartoum a Port Sudan per 1 miliardo di $. La Cina vende molte armi in Africa: erano cinesi le armi con cui si è sparato contro profughi del Darfur. Inoltre estrae petrolio. Per contrasto la Cina è diventata nel 2006 il terzo donatore in ordine di importanza del PAM programma alimentare mondiale, subito dopo USA e Unione Europea. 
 
Maggio 2006 
E' stato siglato un altro accordo di pace, tra il Governo e uno dei gruppi ribelli, il Movimento di liberazione del Sudan, ma le altre fazioni hanno rifiutato l'accordo. 
 
Gennaio 2005 
Alla presenza del segretario di stato USA è siglato l’accordo di pace tra governo e Sud del Paese, che dovrebbe mettere fine a oltre 20 anni di guerra. La situazione in Darfur però resta critica. 
 
Novembre 2004 
Dopo un vero e proprio genocidio nella regione del Darfur (responsabilità del governo e delle milizie arabe janjaweed) sembra finalmente stabilito un accordo. 
 
Settembre 2004 
Barbara Contini già governatrice di Nassirya (Irak) rappresenta ora il governo Italiano nel Darfur, dove è in corso la guerra civile. 
Finalmente anche il segretario di stato americano Powell riconosce il genocidio in atto in Darfur, responsabilità del Governo Sudanese di Khartoum e delle milizie arabe Janjaweed (che il Governo ha armato e aiuta con l'aviazione), contro i movimenti ribelli.  
 
Giugno 2003 
La tregua di Ottobre sembra reggere e sono stati sottoscritti accordi per una nuova Costituzione e per un Governo di transizione che durerà sei anni, poi il Sud avrà diritto di votare per l'autodeterminazione. Le risorse naturali e il petrolio sono nel Sud del Paese, e sono state una delle cause fondamentali della guerra. Ora sembrano anche le cause della pressione internazionale per la pace. C'è ancora divisione sulla composizione del futuro esercito, sulla presenza di una forza di interposizione, sulla divisione dei proventi del petrolio. E' già attivo il primo oleodotto e sono già state segnalate violazioni dei diritti umani (villaggi rasi al suolo per far posto alle trivelle; una delle responsabili sembra essere la compagnia canadese Talisman che nel 2002 ha lasciato il Paese). 
 
Ottobre 2002 
A Machakos il 15 ottobre è stato firmato un cessate il fuoco con la mediazione di Sumbeiywo. Si apre la trattativa per la spartizione dei proventi del petrolio. 
 
Settembre 2002 
Il governo ha deciso di sospendere le trattative di pace con i ribelli dell'SPLA (capeggiato da John Garang, fu lui nel 1983 a iniziare la guerra, al comando della sua guarnigione, per ostacolare il tentativo di islamizzazione forzata del governo) dopo l'espugnazione della città di Torit da parte di 9000 uomini delle forze ribelli. Condizioni per la ripresa del dialogo: fine dell'offensiva militare ribelle, abbandono di Torit e rinuncia ad altre azioni similari. Il mediatore kenyano Lazaro Sumbeiywo che aveva già favorito i colloqui di pace è comunque ottimista. 
 
Luglio 2002 
Dopo 19 anni di guerra civile (ca. 2 milioni di morti) è stato firmato un accordo tra il governo e l' SPLA (movimento di liberazione popolare del Sudan; rappresenta le esigenze indipendentiste del sud del Paese, cristiano ed animista). 
Secondo l'accordo firmato in Kenya, il Sud del paese otterrebbe un'ampia autonomia per compensare la rinuncia alla secessione; dopo sei anni un referendum deciderà se avviare o meno l'effettiva spartizione del Paese. 
Inoltre la nuova Costituzione probabilmente prevederà l'applicazione della Sharia (la legge islamica) inaccettabile per gli animisti, i cristiani e gli altri non musulmani, ma ne renderà l'applicazione non obbligatoria. 
La guerra era iniziata per motivi religiosi nell'83 quando il dittatore Neimeiri aveva deciso di estendere la Sharia anche al sud del Paese animista e cristiano. Bombardamenti sui villaggi, schiavitù per migliaia di civili del Sud, bambini soldato, assenza di aiuti umanitari hanno causato oltre 2 milioni di morti e 5 di rifugiati all'esterno del Paese (su circa 28 milioni di abitanti). 
 
 
 
Libri: 
Io sono un Nuba. Dalla parte di un popolo che lotta per non scomparire - Sperling e Kupfer 
 
Attività: 
"Ovci La nostra famiglia" è un'ONG che opera in Sudan. mailto:ovci@pl.lnf.it tel. 031/625311 fax. 031/625243 
 
Unicef Italia per il Darfur, CCP 745000 
 
Children First http://www.childrenfirst.it 
 
 
 
 
 
 
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