Ungheria 
 
L'Ungheria è una repubblica parlamentare, l'attuale capo di stato è Pál Schmitt e il capo del governo è Viktor Orbán. 
 
23 Ottobre 2011 
Nell'anniversario della rivoluzione del 1956, la società ungherese protesta contro la svolta autoritaria del premier Viktor Orban. Decine di migliaia di cittadini (tra sessantamila e centomila) scendono in piazza a Budapest e sfilano in nome della libertà di stampa e per dire no alla legge bavaglio. 
Le autorità hanno attuato una censura elettronica sulla protesta. Si è arrivati persino allo spegnimento in centro delle telecamere di controllo del traffico; nelle stesse ore, per un caso che appare singolare, si bloccava o rallentava gravemente l'accesso ai siti d'informazione online indipendenti. 
In piazza anche il nuovo sindacato-movimento per la democrazia chiamato 'Szolidàritas', sull'esempio di Solidarnosc polacco. La manifestazione non è stata indetta dai partiti d'opposizione, cioè i socialisti (Mszp) e i Verdi, ma è stata organizzata online e con passaparola dal movimento "Un milione per la libertà di di stampa"; contro la legge-bavaglio introdotta dal governo, che ha istituito un'autorità di controllo dei media (Nmhh) senza equivalenti nei Paesi Ue e Nato e nel mondo libero, che punisce con misure di censura e multe pesantissime i media critici. 
 
2011 
Provvedimenti governativi riducono o annullano l'autorità del potere giudiziario abolendo l'equivalente magiaro del Consiglio superiore della magistratura e instaurando la nomina dei giudici (come di rettori e presidi in università e scuole) da parte del governo.  
Politiche fiscali punitive contro il "grande capitale internazionale" hanno allarmato gli investitori stranieri contribuendo a frenare gravemente la politica economica. In contrasto stridente col boom economico della solida democrazia polacca, o con la crescita in Repubblica cèca, Slovacchia Slovenia e Romania, l'Ungheria che nell'89 a fianco della Polonia di Solidarnosc fu un'avanguardia nel movimento rinnovatore dell'Est che portò alla caduta dell'Impero sovietico e del Muro di Berlino versa oggi in una grave situazione economica e di conti pubblici.  
La riduzione degli anni di scuola dell'obbligo e dimezzamento delle università aggravano la difficoltà dei giovani di qualificarsi per trovare un lavoro, anche qui in controtendenza con le forti spese polacche per istruzione ricerca e tecnologia. 
La crisi del sistema sanitario e del sistema pensionistico (con l'esproprio dei fondi privati) ha portato a un aumento della mortalità assolutamente inedito in un paese centroeuropeo. 
 
1º maggio 2004 
L'Ungheria entra nell'Unione Europea. 
 
12 aprile 2003          
Un referendum approva la ratifica del Trattato di adesione all'UE. 
 
1994 
L'Ungheria presenta domanda di adesione all'Unione Europea. 
 
1989 
Il Paese apre le frontiere con l'occidente e molti tedeschi dell'Est ne approfittano per passare all'Ovest, anticipando di pochi mesi la caduta del Muro di Berlino. Poco dopo l'ultimo congresso del Partito Comunista Ungherese decide il cambio di nome in Partito Socialista Ungherese, e quindi per la dissoluzione della Repubblica popolare.  
 
1960-1970 
Riprendono i rapporti diplomatici ed economici con i Paesi occidentali, viene stipulato un concordato con la Chiesa, sono favoriti lo sviluppo sia agricolo che industriale, modernizzando anche l'amministrazione statale. 
 
23 ottobre 1956 
Studenti e operai insorgono a Budapest portando al potere Imre Nagy, un moderato antisovietico che propone il ritiro dal Patto di Varsavia e la partecipazione all'ONU.  
Il 1º novembre, l'Ungheria esce dal Patto di Varsavia e tre giorni dopo l'Armata rossa invade il Paese e i moti rivoluzionari vengono repressi. Con oltre 3 mila vittime (circa 2mila e 800 ungheresi di entrambe le parti e 700 sovietici, 225 giustiziati) il governo di Nagy cade. Gli succede Janos Kadar che riallinea a Mosca la politica estera ungherese in cambio di una certa autonomia interna. 
 
1953 
Con la morte di Stalin e il disgelo, la situazione cambia. La collettivizzazione delle terre cessa e viene dato impulso allo sviluppo di un apparato di industria leggera. Ma, nonostante tutto, la crisi economica e il pesante clima politico continuano. 
 
1947 
I partiti di sinistra, grazie al controllo della polizia, all'appoggio dell'URSS ed al sostegno popolare, vincono le elezioni del 1947 salendo al potere. Sono rafforzati i legami con l'URSS, anche attraverso accordi economici e militari. La Chiesa subisce la confisca delle proprietà e la statalizzazione dell'istruzione. Sul piano economico, viene attuata la collettivizzazione forzata delle terre e viene favorito lo sviluppo dell'industria pesante. Quest'orientamento economico causa una grave crisi. 
 
1940-1945 
Il governo di Horthy nel corso della seconda guerra mondiale si allea con le forze dell'Asse; ma il cattivo andamento della guerra lo convince a cercare uno sganciamento. La Germania non vuole e promuove allora un colpo di Stato che porta al governo il Partito delle Croci Frecciate (guidato da Ferenc Szalasi), alleato dei tedeschi. La guerra termina con la caduta di Budapest occupata dalle truppe Sovietiche che impongono un governo amico. 
 
1918 
Con la prima guerra mondiale la situazione ungherese precipita. Nel 1918 il malcontento porta ad una insurrezione popolare che proclama la nascita di una repubblica basata sull'autodeterminazione dei popoli e ritira l'Ungheria dalla guerra. 
Nel frattempo, i comunisti si organizzano proclamando la Repubblica dei Consigli, guidata da Béla Kun, combattuta e vinta da Horthy e dall'intervento dell'esercito romeno. Horthy si proclama reggente del Regno d'Ungheria e instaura un governo reazionario. 
 
1867-1868 
Con il Compromesso (Ausgleich) del 1867 l'Impero assume la denominazione di Austro-Ungarico e le due parti dello stesso (Cisleithania e Transleithania) hanno ampia autonomia reciproca, pur restando l'imperatore Francesco Giuseppe sovrano di entrambe. 
L'autonomia prevede inoltre che l'Ungheria sia legata all'Austria per la politica estera, militare e finanziaria. L'anno successivo, le richieste reiterate di autonomia da parte dei croati (il cui territorio ricadeva nella Transleithania, ovvero nella sfera di influenza di Budapest) portano il governo magiaro ad un accordo, la Nagodba ("Compromesso" in ungherese), con cui si concede ai Croati una certa autonomia soprattutto in campo culturale e linguistico. Nel Regno d'Ungheria viene approvata la legge sulle nazionalità (1868) e nel contempo viene perseguita una politica di magiarizzazione ostile alle nazionalità non magiare, che erano complessivamente più della metà dei cittadini del Regno d'Ungheria. 
 
1848 
Si sviluppano i primi movimenti nazionalisti, sfociati nei moti del 1848 che portano ad un governo gli indipendentisti guidato dal liberal-democratico Lajos Kossuth che procla l'indipendenza dell'Ungheria dall'Austria e avvia un programma di riforme di carattere socio-economico. 
Alla dichiarazione d'indipendenza ungherese l'Austria reagisce, sostenuta dalla Russia: il movimento indipendentista viene sconfitto l'Ungheria è riannessa alla corona asburgica. La rivolta fallisce anche per le divisioni interne al movimento antiaustriaco degli ungheresi - vedi scontri tra István Széchenyi, Lajos Kossuth e Miklós Wesselényi - e causa le divisioni fra ungheresi e rumeni. 
Viene quindi dato il via ad un progetto di snazionalizzazione (germanizzazione degli ungheresi) che viene presto abbandonato in favore del cosiddetto Compromesso (Ausgleich) del 1867. 
 
1711 
Nonostante l'incoronazione dell'arciduca d'Austria Giuseppe I come re d'Ungheria, è solo nel 1711 con Carlo VI che gli Ungheresi riconoscono il legame con l'Austria, legame che si protrarrà non senza contrasti fino alla prima guerra mondiale. 
 
1688-1689 
In meno tempo del previsto le truppe imperiali completano la liberazione di tutto il Paese: nel 1688 cade Belgrado, e con la battaglia decisiva di Zenta, vinta dagli imperiali guidati da Eugenio di Savoia, i turchi sono cacciati definitivamente dall'Ungheria. La pace firmata a Carlowitz (o Karlowitz) nel 1699 mette fine a centocinquant'anni di occupazione ottomana e sancisce l'unione con l'Austria. 
 
1683-1687 
L'Ungheria Reale, sotto il diretto controllo degli Asburgo, dai tempi di Ferdinando I, fratello minore di Carlo V, fino alla fine del XVII secolo garantisce la sicurezza dei confini absburgici orientali e meridionali.  
E' proprio da queste regioni che alla fine del XVII secolo parte l'offensiva dei crociati, che nel giro di mezzo secolo porta alla "reconquista" di tutta l'Ungheria; anche perché alla fine del 1600 l'impero ottomano aveva già iniziato ormai la sua lenta ma inesorabile discesa, e gli austriaci decidono di approfittare della situazione. 
Nel 1683, allo scoppio della quinta guerra austro-turca viene stipulato il patto della Lega Santa contro gli ottomani. Il re di Polonia Sobieski, l'imperatore Leopoldo I e la Repubblica di Venezia sottoscrivono un accordo il cui scopo esclusivo è la lotta contro i turchi. Il primo obiettivo è la liberazione di Buda e il 2 settembre 1686 le truppe imperiali conquistano la fortezza. Il 12 agosto 1687 è la volta della seconda battaglia di Mohács, nella quale l'esercito imperiale, guidato dal duca Carlo V di Lorena, sconfigge i turchi. Come conseguenza il duca di Lorena può liberare Osijek e la Slavonia, mentre la Transilvania viene nuovamente annessa all'Ungheria.  
Gli ungheresi accolgono con gioia l'evento, ma senza farsi illusioni sugli intenti degli Asburgo e, sotto l'impressione di questi risultati, la Dieta ungherese del 1687 riconosce alla casa d'Absburgo l'ereditarietà della corona - gli ungheresi si impegnano a non eleggere come sovrano nessun altro che il primogenito del re di Casa d'Austria.  
Il primo figlio dell'imperatore Leopoldo I, Giuseppe, diventa così re d'Ungheria a 9 anni. In questo modo, per la corte degli Absburgo cadono gli ultimi ostacoli giuridici ad una completa ed illimitata colonizzazione di un Paese che in passato era stato tra i più ricchi d'Europa, con una popolazione pari almeno a quella dell'Inghilterra, e che faceva gola soprattutto per le fertili regioni agricole e i giacimenti minerari (compreso l'oro) del nord e della Transilvania. 
 
1526 
Con la battaglia di Mohács l'Ungheria viene sconfitta dai Turchi e divisa in tre parti: ad ovest e a nord, la così detta "Ungheria Reale" (chiamata così fino al 1700), controllata dagli Asburgo; ad est il principato di Transilvania, tributario dell'Impero Ottomano, ed a sud l'Ungheria ottomana, divisa nei "vilajeti" di Buda e Temesvár (l'odierna Timis,oara). 
Mentre la Transilvania è un principato autonomo retto da sovrani protestanti, le regioni del centro e del sud dell'Ungheria direttamente controllate da funzionari dell'Impero Ottomano sono organizzate sul modello delle altre province dell'impero: governatori turchi si stabiliscono nelle principali città, mentre ampie regioni si spopolarono. Molti contadini, infatti, sono fuggiti al nord al seguito dei loro padroni o si danno al banditaggio, mentre gli artigiani turchi si sostituiscono a quelli ungheresi e le chiese e i conventi cristiani sono trasformati in moschee, conventi di monaci islamici e bagni termali. 
 
1500 
Grazie alle azioni in campo economico, politico e militare intraprese da Mattia Corvino, il principe rinascimentale per eccellenza, l'Ungheria riesce a garantirsi una supremazia militare sull'Impero Ottomano fino agli inizi del XVI secolo. 
Ma i turchi premono alle porte, e alla lotta dei popoli del medio-basso corso del Danubio, Ungheresi in testa, serve l'appoggio di tutta la cristianità. Enea Silvio Piccolomini, già nunzio nell'Europa danubiana, lo ripete più volte e soprattutto dopo esser diventato papa con il nome di Pio II. A parole, tutti i sovrani d'Europa sono d'accordo e pronti alla lotta, ma in concreto non si fa nulla. Di fronte all'avanzata minacciosa delle truppe turche nel Balcani, gli Ungheresi mandano alla dieta di Spira del 1523 e a quella di Norimberga del 1524, delegazioni per implorare l'aiuto militare del Sacro Romano Impero. I tedeschi tutte e due le volte rispondono con un rifiuto. 
 
900-1500 
In quattro secoli si sviluppa un governo forte, unitario e centralizzato, dedito all'ampliamento dei confini territoriali, a discapito delle vicine Slavonia, Croazia e Dalmazia, e all'affermazione dei privilegi dell'aristocrazia agraria (privilegi che rimarranno fino alla seconda guerra mondiale). 
Al termine di questi quattro secoli si alternano al trono diverse dinastie: 
  - la dinastia degli Angioini, sotto i quali l'Ungheria annesse la Baviera, la Boemia e la Lituania; 
  - la dinastia dei Lussemburgo con Sigismondo del Sacro Romano Impero; 
  - la dinastia degli Jagelloni, di origine polacca; 
  - la dinastia Hunyadi-Corvino, di cui il massimo esponente fu Mattia Corvino (1458-1490). 
 
896 
Guidati dal loro capo Árpád, gli Ungari (un popolo delle steppe formato da sette tribù, riconducibili prevalentemente al ceppo linguistico ugrico, la principale delle quali era quella dei Magiari) giungono nelle pianure dell'attuale Ungheria.  
Provenienti dagli Urali (con una migrazione che durò molti secoli) via Khazaria (attuale Ucraina), gli Ungari si insediano nelle pianure del medio Danubio. 
Delle peregrinazioni degli Ungari nell'Europa orientale rimangono molte leggende: la più famosa parla dei due fratelli Hunor e Magor, i quali - nel tentativo di abbattere un cervo che stavano cacciando - finiscono sulle coste del Mar Nero, nella regione detta Meotis, abitata dagli Alani; i fratelli sposano delle principesse alane, dando origine rispettivamente al popolo degli Unni e dei Magiari (almeno nella versione della leggenda che si trova nell'opera Gesta Hunnorum et Hungarorum scritta nel 1283 da Simon di Kéza, sacerdote al servizio del re ungherese Ladislao IV il Cumano). 
L'idea che gli Ungari derivassero dagli Unni e dagli Sciti fu coltivata fino al XIX secolo e trova autorevoli riscontri nelle opere di vari storiografi ungheresi antichi, tra i quali spicca l'Anonimo della Gesta Hungarorum (che utilizza come fonte anche Exordia Scythica di Justinus del II secolo d.C.). 
Secondo lo storico Gyula László, la classe dominante e la cavalleria armata del popolo di Arpad erano turche (non è un caso che dieci nomi di tribù di Arpad hanno sicura etimologia ungherese, mentre gli altri hanno etimologia in prevalenza turca). Ma poiché i nomi degli insediamenti degli ungheresi di Arpad hanno sicura etimologia ungherese, lo storico ha ipotizzato che all'arrivo nell'896 di Arpad il bacino dei Carpazi fosse già abitato da gruppi etnici ungari, giunti nell'attuale Ungheria intorno al 670 d.C. e conosciuti con il nome turco on-ugor (dieci tribù; da cui deriverebbe il nome ungheresi), mischiati con Avari. Questa teoria - detta della "doppia conquista della patria" -, dopo una certa fama durante durante i primi decenni del Novecento (in relazione alla diffusione di panturchismo e turanismo) ed anche durante il regime socialista, è stata notevolmente ridimensionata dagli studi più recenti. 
 
796 
Nel 796 Carlo Magno distrugge il regno degli Avari, e la regione si apre a nuove popolazioni: Bulgari, Slavi ed infine Magiari, che si stabiliscono nel territorio dando vita ad un regno stabile, che riesce ad unificare sotto di sé le sei diverse tribù originarie e tutti i popoli che già abitavano il bacino dei Carpazi. 
Dopo la morte di Carlo Magno la regione è occupata anche da varie tribù slave della Grande Moravia di Svatopluk. 
 
500-600 
Nel VI secolo l'Ungheria viene conquistata da varie popolazioni turche sottoposte agli Avari, che vi creano un forte regno che ha rapporti con i Longobardi d'Italia. 
 
35 a.C. 
La Pannonia, nel cui territorio anticamente abitavano varie popolazioni indoeuropee (tra le quali Celti, Sciti e Sarmati), viene conquistata e resa provincia romana nel 35 a.C., ed ha grande importanza nel sistema difensivo romano nei confronti delle popolazioni barbariche. Quando queste riescono a superare il limes romano, la Pannonia si piegherà al loro passaggio. 
 
 
 
Iniziative: 
- Cantieri di solidarietà www.grimmesenta.it 
 
 
 
 
 
 
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