Costa d'Avorio 
 
E' il maggiore produttore mondiale di Cacao. Terzo di caffè ed olio di palma. Circa 15 milioni di abitanti, 50% di analfabeti; speranza di vita 51 anni. 
 
 
11 Aprile 2011 
Sarkozy dà il via libera e l'11 aprile Gbagbo è prelevato dal suo bunker di Abidjuan, un intervento ai limiti delle regole internazionali ed avvenuto con la partecipazione dei Caschi blu dell'ONU presenti nel Paese; la decisione di Sarkozy ha avuto un prezzo in vite di civili ed è di fatto un appoggio a una delle parti in un conflitto interno che violerebbe quindi i limiti delle risoluzioni delle Nazioni Unite: c'è però da dire che le elezioni le ha vinte Outattara e le Nazioni Unite sono famose per fare molte parole, pochi fatti, e spesso danni da inazione (vedi ex-Jugoslavia). 
Visto che Gbagbo ha comunque consensi nel Sud del Paese questa soluzione potrebbe comunque causare problemi per l'ordine pubblico e altri morti. 
Per la cronaca molti sostengono che Ouattara sia un signore della guerra né più né meno di Gbagbo. 
 
Aprile 2011 
Lo sforzo dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite per costringere Gbagbo a lasciare in forza del risultato elettorale non ha successo. L'Unione Africana propone una nuova consultazione o una divisione del potere come avvenuto nel 2008 in Kenya
Conflitti tra i gruppi armati che fanno capo al presidente uscente, Laurent Gbagbo e i fedelissimi di Alassane Ouattara - Gbagbo è accusato dal suo antagonista, Alassane Ouattara e dalla comunità internazionale di aver manipolato a suo favore l'esito delle elezioni del novembre scorso. 
Negli ultimi due giorni, le cosiddette Forze repubblicane, fedeli al presidente considerato vincente sono arrivate nel Sud del Paese, conquistando il porto di San pedro, il più importante porto del mondo per l'esportazione del cacao e punto nevralgico dell'economia della Costa d'Avorio.  
 
Novembre 2010 
Elezioni. Nel ballottaggio del 28 novembre esce vincitore Alassane Ouattara  contro il presidente uscente Laurent Gbagbo. La vittoria elettorale di Alassane Ouattara, con il 54% dei voti, è stata proclamata il 2 dicembre 2010 dalla commissione elettorale. Ma il giorno successivo, il Consiglio Costituzionale (presieduta da un alleato di Gbagbo) ha invalidato il risultato in sette province, proclamando vincitore il presidente in carica, Laurent Gbagbo, che ha quindi deciso di rimanere al potere. La comunità internazionale ha però riconosciuto la vittoria di Ouattara, che si è inizialmente asserragliato nel Golf Hotel di Abidjan, protetto da 800 dei 10mila caschi blu dispiegati in Costa d'Avorio nell'ambito della missione di pace. Ouattara ha nominato primo ministro Guillame Soro, capo dell'ex gruppo ribelle Forze Nuove.  
20000 persone si sono rifugiate in Liberia per sfuggire alle violenze che intanto si sono diffuse. 
Sono quindi iniziate una serie di esortazioni, da parte dell'Unione africana, dall'Onu, dell'UE e dalla Francia (ex potenza coloniale) ed è stata avviata una mediazione, affidata a diversi presidenti africani, che hanno offerto a Gbagbo un'aministia in cambio della sua uscita di scena. 
 
Agosto 2007 
Finisce dopo 5 anni la guerra civile. Il presidente Laurent Gbabo ha festeggiato il raggiungimento della pace a Bouaké, ex roccaforte dei ribelli del nord. 
 
2005 
In teoria scade il mandato presidenziale di Gbabo 
 
Novembre 2004 
Ex. colonia francese indipendente dal 1960. Da due anni la situazione è critica. 
I francesi hanno inviato una "forza di pace" di circa 4000 unità che si aggiunge a 6000 unità ONU che separano le due fazioni in lotta (forze governative fedeli al Presidente Laurent Gbabo e ribelli delle Forze Nuove fedeli a Guillaume Soro). 
Il 6 novembre l'aviazione governativa ha bombardato (forse per errore) un ex liceo trasformato in base logistica a Bouaké, città occupata dai ribelli, scatenando la rappresaglia francese che ha distrutto l'aviazione Ivoriana (2 aerei e 6 elicotteri). Parte della popolazione a sua volta ha deciso di vendicarsi contro i francesi e in genere gli occidentali presenti sul luogo 
 
Gennaio 2003 
Il Paese è immerso nella guerra civile. I "ribelli", militari scontenti, si sono aggregati ai golpisti; sono poi arrivati mercenari rimasti disoccupati dalla fine dei conflitti in Liberia e Sierra Leone. Questi conflitti sono facilitati dalla divisione tra le etnie burkinabè, maliani, guineiani; uniti solo nell'attribuire agli stranieri i mali del Paese. 
Se i ribelli attribuiscono al malgoverno di Gbagbo i problemi del Paese, questi probabilmente sono più complessi e dipendono anche da altre cause storiche. Il debito estero della Costa d'Avorio pro capite è tra i più alti del mondo (circa 1000 dollari a persona); la Banca Mondiale ha imposto tagli di spesa che hanno colpito il sistema sanitario e scolastico; le privatizzazioni sono state una catastrofe sulle principali produzioni nazionali: cacao, caffè ed olio di palma, che sono tornati ad un oligopolio, distruggendo la fragile tutela dei prezzi. L'introduzione del multipartitismo nel 1990 ha dato il via a conflitti etnici e xenofobi, con rifiuto dell'immigrazione in particolare dal Burkina Faso (i burkinabè; le solite lotte tra poveri). 
I soldati governativi hanno già attuato pesanti ritorsioni verso gli immigrati accusati di sostenere i ribelli. 
Piccole bande armate percorrono il Paese e bloccano le comunicazioni. L'unica ferrovia è interrotta. Solo pochi religiosi e ONG rimangono a dare una mano. 
 
Novembre 2002 
Il presidente è Laurent Gbagbo. Un tentato colpo di stato dal 19 settembre divide a metà il Paese: il Nord è nelle mani dei militari del MPCA (Movimento patriottico della costa d'avorio). Il cacao è legato alla guerra: la lavorazione coinvolge oltre 4M di persone; ha provocato l'immigrazione di 2M di persone dal Burkina Faso. Il governo ha accusato il Burkina Faso di sostenere i ribelli; ci sono campagne stampa per rimandare a casa gli immigrati. Nell'aprile scorso erano risultati episodi di corruzione e la presenza di una lobby ristretta di produttori di cacao che sarebbero vicini a Gbagbo. 
Il Paese era in relativa pace dal 1960. 
 
2002 
Scoppia la guerra civile per motivi etnici politici e religiosi. Intervengono truppe francesi con mandato ONU e il Paese si divide praticamente in due parti, nord ai ribelli, sud ai governativi. 
 
2000 
Laurent Gbagbo è eletto Presidente, dopo una consultazione elettorale dalla quale è stato escluso Ouattara (ex primo ministro) per una sua presunta origine straniera.  
 
1999 
Un il colpo di Stato rovescia il successore di Houphouet-Boigny, Henri Bediè. Si accendono rivalità di tipo etnico, mai manifestatesi prima, tra una maggioranza musulmana al Nord e le comunità cristiane prevalenti nel Sud del paese.  
 
Il paese dell'Africa occidentale è stato un esempio di stabilità dopo i primi 30 anni di indipendenza, con la presidenza di Felix Houphouet-Boigny. 
 
 
 
 
 
 
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