Libia 
 
Novembre 2011 
Saif, l'ultimo figlio di Gheddafi ancora in libertà è catturato. Sarà processato in Libia. Intanto la produzione petrolifera riprende. 
 
23 Ottobre 2011 
I ribelli annunciano la preparazione di elezioni, e annunciano l'annullamento di tutte le leggi contrarie alla Sharia islamica, comprese quelle sul divorzio e sugli interessi bancari. Se da Gheddafi passiamo a un Paese fondamentalista islamico, non so cosa ci guadagniamo. 
 
20 Ottobre 2011 
Gheddafi è catturato dai ribelli a Sirte, vivo, e viene poi ucciso da un ribelle, pare minorenne, in circostanze non ben definite (vengono fornite almeno 5 versioni diverse). Dopo 42 anni di dittatura il Colonnello lascia, e la guida del Paese passa definitivamente al CNT Consiglio Nazionale di Transizione. 
 
Settembre 2011 
I ribelli avanzano e poche città rimangono sotto il controllo dei lealisti.  Tripoli è per metà sicura, rimangono ancora cecchini e qualche resistenza a sud. Sono stati trovati i cadaveri carbonizzati di dozzine di oppositori del regime catturati dalle forze di Gheddafi. 
Si denunciano soprusi anche da parte dei ribelli. In Libia vivevano 2 milioni di stranieri, da Mali, Niger, Ciad, Sudan, Somalia, Etiopia, Egitto, Tunisia, Marocco e anche asiatici da Vietnam India Filippine, immigrati in Libia per fare i lavori più duri e sottopagati; i ribelli trattengono alcuni di questi accusandoli di essere mercenari. 
Gheddafi sarebbe nei pressi della città nativa di Sirte, protetto dal suo clan. 
L'Unione Africana per ora non riconosce i ribelli e il CNT. 
 
Luglio 2011 
Gheddafi sembra ancora piuttosto saldo. 
 
Marzo 2011 
Arriva l'appoggio internazionale e, nei fatti, una Francia molto decisa che parte per prima, tutto grazie alla risoluzione ONU 1973 che permette un appoggio aereo ai ribelli (per difendere e per evitare massacri; nei fatti l'intervento aereo è spesso ai limiti ed è molto di aiuto ai ribelli) 
All'intervento partecipano Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Italia e Canada, e alcuni paesi arabi: Qatar e Emirati Arabi Uniti. 
 
Febbraio 2011 
Scoppiano sommosse popolari, sulla scia di quanto successo in Egitto, Tunisia e Siria; tuttavia in Libia sarà dura perché Gheddafi è ben organizzato ed è deciso a resistere con i denti. 
Mohammed Nabbous, un blogger (Al-hurra Tv) che filmava gli attacchi delle forze di Gheddafi, è stato ucciso. 
 
Febbraio 2009  
Gheddafi viene eletto Presidente di turno dell'Unione Africana (un anno). 
 
2008 
La relazione con l'Italia si stabilizza in seguito al Trattato di Bengasi.  
 
15 maggio 2006 
Gli Stati Uniti riallacciano le relazioni diplomatiche interrotte 25 anni prima, togliendo la Libia dalla lista degli "stati canaglia".  
 
Settembre 2002 
La Libia sembra essere rientrata nella legalità internazionale; Gheddafi accetta la consegna dei terroristi che provocarono l'attentato di Lockerbie nel 1988 (270 morti in un incidente aereo). 
 
2000 
E' terminata la terza parte del Grande fiume artificiale, una grande opera idraulica che attraverso lo sfruttamento dell'acqua contenuta in laghi sotterranei, fornisce acqua potabile ad una popolazione in continua crescita. La prima fase dell'opera era stata conclusa nel 1991 con il tratto che giunge fino a Bengasi, la seconda nel 1996 con il tratto fino a tripoli Tripoli, la terza nel 2000, permettendo di raggiungere l'entroterra. 
 
1990 
La Repubblica delle masse (Jama-hi-riyya) si riavvicina alla comunità internazionale con la condanna dell'Iraq nella Guerra del Golfo (1990), la mediazione tra Etiopia ed Eritrea, e l'opposizione ad al-Qa'ida (1999).  
 
1988 
Nel 1988, la Libia organizza l'attentato di Lockerbie sul volo Volo Pan Am 103, che causa la morte di 270 persone. Con la risoluzione 748/92, l'ONU impone un embargo sulla Libia, durato fino alla consegna degli imputati e all'accettazione della responsabilità civile verso le vittime (solo nel 2003). 
 
1980-1990 
La Libia di Gheddafi sostiene gruppi terroristici quali l'irlandese IRA e il palestinese Settembre Nero. Gheddafi viene progressivamente emarginato dalla NATO e il 15 aprile 1986 Tripoli viene bombardata dai caccia americani (Secondo scontro aereo del golfo della Sirte), rispondendo con un attacco missilistico contro Lampedusa che però non va a segno.  
 
1979 
Gheddafi rinuncia formalmente a ogni carica politica, pur rimanendo di fatto al potere, con l'appellativo di "guida della rivoluzione". 
 
2 marzo 1977 
Gheddafi gestisce la proclamazione della Jama-hi-riyya (repubblica delle masse) rimanendo però al potere. 
Il regime si basa sulla filosofia politica del “Libro Verde” di Gheddafi, che fonde teorie di impronta socialista-panaraba e musulmana. Il sistema istituzionale prevede la partecipazione diretta del popolo alla vita politica e alla gestione del potere, attraverso la partecipazione ad assemblee locali, i Congressi popolari di base, per le quali però non sono previste elezioni: i partiti politici sono infatti aboliti. L'agenda legislativa è per lo più definita dal Comitato Generale del popolo.  
Ogni 4 anni i membri dei congressi locali (nel 1992, 1500 distretti urbani) dibattono ed eleggono i propri dirigenti e i segretari dei comitati. I dirigenti dei congressi locali li rappresentano al congresso regionale, dove eleggono i dirigenti regionali e i segretari. I dirigenti dei congressi regionali li rappresentano al congresso nazionale (che riunisce i suoi 2700 delegati annualmente), dove eleggono i dirigenti nazionali e i membri del Gabinetto (Comitato Generale del popolo). 
Se è vero che grazie ai maggiori introiti derivanti dal petrolio, la Libia costruisce strade, ospedali, acquedotti ed industrie, è anche vero che il regime sopprime qualsiasi organizzazione del movimento operaio con le maniere forti, e assieme sindacalisti di orientamento marxista reprime ferocemente anche gli intellettuali (professori, scrittori, giornalisti, avvocati); in particolare in due occasioni nell'aprile del 1973 e nel dicembre del 1978. 
 
anni 70' e 80' 
In politica estera, la Libia rivoluzionaria appoggia i movimenti di liberazione nazionale, primo fra tutti l'OLP di Yasser Arafat nella sua lotta contro Israele, e ponendosi come erede di Nasser, Gheddafi tenta senza successo l'unione politica della Libia con la Repubblica Araba Unita di Egitto e Siria (1972), con la Tunisia (1974), con il Ciad (1981) e con il Marocco (1984). Gheddafi espliciterà la sua filosofia politica nel Libro verde (1976). 
Tra il 1973 e il 1987 la Libia è coinvolta in un conflitto di frontiera con il Ciad per la striscia di Aozou, ricca di risorse minerarie; la contesa sarà risolta pacificamente nel 1994. Sempre in questo periodo, e per molti anni, Gheddafi è uno dei pochi leader internazionali a sostenere i dittatori Idi Amin Dada e Bokassa (quest'ultimo soltanto nel periodo in cui si dichiarò musulmano). 
 
1976 
La Libia entra nel capitale della FIAT, la più grande industria italiana, con un investimento di circa 360 miliardi di lire. 
 
15 ottobre 1970 
Gheddafi caccia gli italiani dalla Libia requisendo le loro proprietà, con un guadagno stimato (in altre parole un furto) di circa 400 miliardi di lire dell'epoca. 
La stessa cosa avviene per gli ebrei libici (i pochi rimasti nel Paese dopo vari pogrom) e per le loro proprietà. 
 
1970 
La confessione islamica è proclamata religione di Stato. 
 
1 settembre 1969  
Un colpo di stato di un gruppo di ufficiali nasseriani depone il re Idris. Il nome del Paese viene modificato in Repubblica araba di Libia. Il colonnello Muammar el-Ghedda-fi presiede il governo provvisorio, che avvia un programma di nazionalizzazioni delle grandi imprese e dei possedimenti italiani, chiudendo inoltre le basi militari statunitensi e britanniche. La piena sovranità politica permette al governo libico di impiegare le entrate delle grandi imprese petrolifere nello sviluppo di infrastrutture nel Paese. 
 
25 aprile 1963  
Il sistema di governo federale viene abolito e il Paese è ribattezzato come Regno di Libia. 
 
1955 
Vengono scoperti i primi giacimenti di petrolio, ma la Libia se a parole è indipendente, in pratica è soggiogata da USA e UK; viene approvata una legge petrolifera che concede l'uso dei giacimenti alle principali compagnie petrolifere mondiali, riservando al governo libico soltanto il 50 % degli introiti. Negli anni sessanta la quantità di petrolio estratta aumenterà, ma la difficile situazione del popolo libico rimane uguale. 
 
14 dicembre 1955 
La Libia entra nell'ONU 
 
28 marzo 1953 
La Libia entra nella Lega Araba  
 
1947-1951  
Nascono le prime organizzazioni del movimento operaio in Libia. L'Unione sindacale dei lavoratori libici organizza diversi scioperi (luglio 1950) per i diritti immediati, normativi e salariali, dei lavoratori. Il Partito comunista libico, clandestino, fondato nello stesso periodo, si batte sia per gli operai che per l'indipendenza del Paese africano.  
Le organizzazioni politiche e sindacali del movimento operaio in Libia vengono dissolte dalla monarchia di re Idris I nel dicembre 1951, con l'aiuto della Gran Bretagna. 
 
24 dicembre 1951 
La Libia dichiara l'indipendenza come Regno Unito di Libia, con il favore dell'ONU. La forma di governo scelta è la monarchia ereditaria e costituzionale sotto re Idris al-Sanusi.  
Stati Uniti e Gran Bretagna possono mantenervi due basi militari, data l'importanza del Paese nel controllo del Mediterraneo. 
 
1947 
Con il Trattato di Pace del 1947, le potenze che come l'Italia hanno perso la guerra sono destinate a perdere le colonie, che passano ai vincitori; Tripolitania e Cirenaica vengono assegnate alla Gran Bretagna, e alla Francia va il Fezzan, in gestione fiduciaria delle Nazioni Unite, mentre la Striscia di Aozou (ottenuta da Mussolini nel 1935) viene riconsegnata alla colonia francese del Ciad. 
 
1943 
Nel gennaio 1943 la Libia viene occupata dagli Alleati, anche se gran parte degli italiani rimangono nel Paese. 
 
1937 
Balbo divide la Libia italiana in quattro province (nel 1939 annesse al Regno d'Italia) ed un territorio sahariano: la Provincia di Tripoli (capoluogo Tripoli), la Provincia di Bengasi (capoluogo Bengasi), la Provincia di Derna (capoluogo Derna), la Provincia di Misurata (capoluogo Misurata) ed il Territorio Militare del Sud con capoluogo Hun (sede di un comando militare con il compito di governare il Sahara libico). 
 
1934 
Nel 1934 viene proclamato il Governatorato Generale della Libia (con l'unione della Tripolitania e della Cirenaica) e successivamente i cittadini africani possono godere dello status di "cittadini italiani libici" con tutti i diritti che ne conseguivano. Mussolini dopo il 1934 iniziò una politica favorevole agli Arabi libici, chiamandoli "Musulmani Italiani della Quarta Sponda d'Italia" e costruendo villaggi (con moschee, scuole ed ospedali) ad essi destinati. 
Gli Italiani saranno fra le potenze coloniali che più investono in termini di infrastrutture e modernizzazione, nonostante ritorni modesti (all'epoca non c'era ancora il boom del petrolio). 
Il primo governatore della Libia è Italo Balbo, a cui si deve la creazione della Libia attuale sul modello di quella dell'imperatore romano Settimio Severo (nato in Libia). 
 
1911 
Tutte le potenze europee hanno delle colonie, così nel 1911 l'Italia capitanata dal primo minstro Giolitti dichiara guerra all'Impero Ottomano (Guerra Italo-Turca) ed ottiene il controllo della Libia con la pace di Losanna. Fino ai primi anni trenta, gli italiani combattono la resistenza organizzata dai Senussi (Omar al-Mukhtar, Idris di Cirenaica ed Enver Pascià), fino all'impiccagione di al-Mukhtar, nel 1931, mentre coloni italiani si stabiliscono in Libia, fino a costituire il 13% della popolazione nel 1939. 
 
1835 
Pressioni degli europei spingono il Sultano a sollevare i Karamanli dall'incarico e ristabilire il dominio ottomano. Nel 1843 Muh.ammad b. ?Ali- al-Sanu-si-, capo di un'importante confraternita mistica, si stabilì in Cirenaica facendo proseliti in tutta la Cirenaica e nella Tripolitania. 
 
 
1801-1805 
La pirateria libica spinge gli Stati Uniti d'America ad intervenire, per la prima volta al di fuori del territorio americano, nella Prima guerra barbaresca (1801-1805), occupando la città di Derna.  
 
1711-1835 
Con l'indebolimento dell'Impero ottomano, tra il 1711 e il 1835 si stabilisce un nuovo regno autonomo sotto la dinastia Karamanli, ufficialmente tributaria del Sultano. Il regno prospera per il commercio degli schiavi e la guerra di corsa.  
 
1500 
La minaccia dei corsari barbareschi spinge nel 1510 gli spagnoli, padroni del Regno di Sicilia, a intervenire, affidando Tripoli e Malta ai Cavalieri di San Giovanni. Gli Ottomani occupano poi Cirenaica (1517) e Tripolitania (1521-1551) in maniera stabile. 
 
1350 
Dal 1350 sino alla metà del XV secolo la Libia è governata in autonomia dai governatori Hafsidi di Tunisi. Le principali città si proclamarono autonome, arricchendosi con la guerra di corsa foraggiata anche dalle autorità hafsidi e che vede impiegato un buon numero di corsari che, nel mondo latino coevo, furono definiti "barbareschi". 
 
1163 
I normanni sono cacciati dagli Almohadi di al-Andalus.  
 
1135 
La Seconda Crociata permette ai Normanni di Ruggero II di Sicilia di impadronirsi dell'intera costa libica, compresa tra Tripoli e Capo Bon 
 
700-800 
Nell'Ottocento l'Ifriqiya abbaside (una buona parte dell'attuale Libia, ma non la Tripolitania) è assegnata in gestione autonoma all'Emiro Ibrahim ibn al-Aghlab, eponimo della dinastia Aghlabide, allo scopo di meglio combattere l'insurrezionalismo religioso, economico e sociale dei locali kharigiti. I Fatimidi ismailiti sconfiggono gli Aghlabidi nel 990, fondando un nuovo califfato (ufficialmente "Imamato") in Egitto, di cui le regioni che formeranno l'attuale Libia diventano tributarie. 
 
643 - 698 
Nel 643 gli arabi arrivano in Cirenaica, stabilendo nel 644 il governatorato della regione nella città di Barqa, già Barca. Ma nel 698 un esercito arabo proveniente dall'Egitto saccheggia Cartagine e conquista l'esarcato, mettendo fine al dominio cristiano e romano sul Nordafrica. 
 
583 (circa) 
Le province nordafricane, insieme ai possedimenti romani in Spagna, sono riunite nell'Esarcato d'Africa (l'Esarcato raggruppava sia il potere civile che quello militare, contrariamente all'organizzazione tradizionale dell'Impero romano) dall'imperatore Maurizio. 
L'esarcato ha una certa prosperità e trovatosi, dopo il 640, a dover fronteggiare l'urto della conquista islamica, riesce a tenere testa alla minaccia per qualche tempo. 
 
533 
Nel 533, l'imperatore bizantino Giustiniano, deciso ad attuare la sua vasta politica di riconquista dell'Occidente, scatena la guerra in Africa; dopo un anno di lotte il generale bizantino Belisario costringe alla resa l'ultimo re vandalo, Gelimero. Belisario riprende Leptis Magna che diventa capitale provinciale dell'Impero Romano d'Oriente, ma la città ha subito troppe distruzioni e sarà quasi una rovina quando verrà conquistata dagli arabi nel 650. 
Giustiniano istituisce la Prefettura del Pretorio d'Africa, formata da sette province, tra cui Tripoli, difendendo i territori dalle incursioni dei berberi.  
 
430 
I Vandali guidati dal re Genserico, già conquistata Cartagine, occupano i territori libici, arrivando a distruggere Tolemaide. A Leptis Magna, Genserico fa smantellare le mura per dissuadere i locali dalla ribellione, scelta che facilita il saccheggio da parte dai Berberi nel 523. 
Verso al fine del V secolo lo stato vandalo cade in declino, abbandonando la maggior parte dell'interno ai Mauri e ad altre tribù del deserto. 
 
146 a.C. - 95 a.C. 
L'Impero Romano acquisisce la Tripolitania nel 146 a.C. dopo la definitiva distruzione di Cartagine, e la Cirenaica nel 96 a.C., scontrandosi coi Garamanti dell'interno. I territori sono organizzati nelle province di Africa Proconsularis e di Creta e Cirene. Leptis Magna (nata sotto i Fenici e già fiorente; le rovine di Leptis Magna si trovano a circa 130 km a sud-est di Tripoli, nei pressi dell'attuale Lebda a circa 3 km da Al Khums), divenuta una delle tre maggiori città di tutto il Nordafrica, dà i natali alla dinastia dei Severi.  
Diocleziano, nella spartizione dell'Impero, divide la Libia tra Tripolitania, nell'occidentale Diocesi d'Africa, e Libya superior e Libya inferior nell'orientale Diocesi d'Egitto. La regione però anche a causa di terremoti e invasioni delle popolazioni sirtiche declina. 
 
332 a.C. 
Nel 332-331 a.C. Alessandro Magno conquista l'Egitto, sottomettendo anche la confederazione di città greche sorte ad occidente dei suoi confini. La Cirenaica entra nell'orbita dei Tolomei d'Egitto, che vi fondano anche la nuova città di Tolemaide ('attuale città araba di Tolmeita, 120km ad est di Bengasi). 
 
500 a.C. 
Nell'interno della Libia si sviluppa il regno dei Garamanti, su cui si hanno poche notizie. 
 
700 a.C. 
I Fenici di Tiro fondano i porti di Leptis, Oea (Tripoli) e Sabratha, che in seguito passano nell'orbita di Cartagine, mentre i Greci si insediano a Cirene, Arsinoe, Berenice, Apollonia e Barce costituendo la cosiddetta Pentapoli Cirenaica. 
 
... - 1000 a.C. 
L'odierna Libia era abitata sin dal periodo neolitico da popolazioni indigene, antenate dei berberi odierni, dedite all'allevamento dei bovini e alla coltivazione dei cereali. 
Talune di queste popolazioni (in particolare i Libu) entrano nell'orbita egiziana nel corso dell'Antico e del Medio Regno, divenendo tributarie dei Faraoni. I popoli libici si integrano fino a giungere al potere con Herihor, governatore di un regno autonomo dell'Alto Egitto durante il terzo periodo intermedio, e con Hedjekheperra-setepenra fondatore delle dinastie libiche (XXI, XXII e la XXIII dinastia). La Dinastia Nubiana che li sostituì era formata da discendenti libici di Herihor. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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