Tribunale penale internazionale 
 
Il Tribunale Penale Internazionale è costituito per punire secondo le leggi internazionali i responsabili di genocidi e di atti criminali. Attualmente (settembre 2002) lo Statuto di Roma che prevede l'istituzione del tribunale non è ancora stato ratificato da molti stati (tra cui gli USA). 
Il Tribunale è partito ufficialmente a Roma, nel Luglio 2002. 
 
Si spera che questo tribunale sarà efficace contro le ancora troppe violazioni dei diritti umani, anche da parte di Stati cosiddetti civili. 
Non solo Jugoslavia, Afganistan, ma magari anche Israele, e perché no, USA (ricordate il trattamento disumano dei Talebani catturati e rinchiusi in una base USA? Se i Talebani si sono comportati in maniera inqualificabile, questo non autorizza gli USA a comportarsi in maniera ugualmente inqualificabile). Anche i terroristi possono essere giudicati da questo tribunale. 
 
Più che un Tribunale tuttavia bisognerebbe ricordare che solo una maggiore giustizia sociale fermerà effettivamente terroristi, rivoluzioni, agitazioni. Chi ha la pancia piena e un lavoro dignitoso non imbraccia le armi né fa il kamikaze... (Aristotele "la povertà è la madre della rivoluzione e del crimine") 
 
 
Maggio 2002: gli USA non solo non ratificano il trattato che dà il via al TPI ma anzi ritirano indietro la mano che ha firmato il trattato (Clinton). Bush dimostra ancora una volta di essere purtroppo molto debole. 
 
 
Amnesty International ha promosso una petizione per cercare di costringere gli USA a riconoscere il TPI. 
Per firmare la petizione, clic qui. 
 
Il testo della petizione: 
"AMNESTY INTERNATIONAL 
Il nuovo sistema di giustizia internazionale, venutosi a creare con la nascita della Corte penale internazionale, è sotto attacco. Gli Stati Uniti stanno cercando di garantire che i propri cittadini non siano sottoposti alla giurisdizione della Corte per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. 
Agisci adesso per proteggere la giustizia internazionale 
La Corte penale internazionale indagherà e promuoverà azioni giudiziarie su persone accusate di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Gli Stati Uniti stanno attaccando questo nuovo sistema di giustizia internazionale facendo pressioni sui paesi di tutto il mondo perché sottoscrivano accordi tali da garantire l'impunità dei cittadini statunitensi davanti alla Corte penale internazionale. In molti casi il governo di Washington sta minacciando il ritiro dell'assistenza militare agli Stati che rifiuteranno di aderire.  
Questi accordi sono illegali rispetto al diritto internazionale. Potrebbero minare gli sforzi internazionali per impedire ai criminali di continuare ad agire e a commettere i più gravi reati che l'umanità abbia conosciuto. 
Unisciti agli attivisti di Amnesty International e firma la petizione che trovi sul sito di Amnesty (clic qui), chiedendo con forza a tutti i governi di non aderire a questi accordi per l'impunità.  
Amnesty International consegnerà le firme raccolte ai rappresentanti dei paesi di tutto il mondo. 
 
PETIZIONE A TUTTI I GOVERNI 
La Corte penale internazionale è una parte essenziale del nuovo sistema di giustizia internazionale. Può aiutare a fermare l'impunità che ha consentito agli autori dei più gravi crimini contro l'umanità di passarla liscia. 
A nessuno davanti alla Corte penale internazionale dovrà essere garantita l'impunità per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. 
Gli Stati dovranno rifiutare di aderire a qualsiasi accordo che consentirebbe alle autorità statunitensi di non adempiere agli obblighi stabiliti dal diritto internazionale, quali: 
- svolgere indagini e azioni giudiziarie nei confronti di persone accusate di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra – così come definiti nello Statuto della Corte penale internazionale – nei propri tribunali nazionali e nel pieno rispetto del diritto internazionale;  
- consegnare alla Corte penale internazionale una persona incriminata, nel caso in cui i tribunali nazionali non possano o non vogliano svolgere le indagini e le azioni giudiziarie." 
 
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