Croazia 
 
Apparteneva allo stato Jugoslavo, indipendente dal 1991 
In pace dopo il conflitto dal 1992 al 1995 (stragi, fosse comuni, campi di concentramento, pulizia etnica) 
 
 
2007 
Per entrare nell'Unione Europea restano da portare a termine in primo luogo la riforma del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione. L'ingresso potrebbe avvenire nel 2010. 
 
Febbraio 2005 
La Croazia sottoscrive il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi aziende hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato. 
 
Maggio 2003 
Primo ministro Ivica Racan, socialdemocratico, in carica dal 2001. 
La disoccupazione è al 22%, il debito estero è al 60% del PIL. 
Il sistema giudiziario è inefficiente e forse corrotto. 
L'agricoltura soffre la siccità. 
 
21 febbraio 2003 
Presentazione della domanda di adesione all'Unione Europea 
 
1995 
Il duro conflitto con Serbia e Bosnia si conclude con gli accordi di Dayton. 
 
25 giugno 1991 
Sfascio dell' Ex. Jugoslavia
Il crollo dei regimi comunisti dell'Europa orientale provoca un indebolimento della Lega Comunista Jugoslava, nel partito ci sono disaccordi sulla linea di gestione della federazione fra le delegazioni croate e slovene che rivendicavano maggiore autonomia e quella serba, guidata da Miloševic'. I delegati croati e sloveni abbandonano il XIV congresso del partito nel gennaio del 1990 e il 25 giugno 1991 la Croazia si proclama Stato indipendente. 
 
1945 
Il Paese diventa membro della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, sotto la presidenza del generale Tito, che instaura un governo socialista spesso in disaccordo con l'Unione Sovietica, tanto da attirare le deboli simpatie dell'Occidente, in netto contrasto con la politica sovietica. 
 
1941 
Nel corso della seconda guerra mondiale, va al potere il Partito nazionalista-fascista che proclama lo Stato indipendente della Croazia alleandosi con la Germania. 
 
1918  
Alla fine della prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles, entra a far parte del Regno di Jugoslavia.  
 
 
Nel 1° secolo a.C. la regione abitata dagli Illiri è occupata dai Romani (province di Pannonia e Illiria). Nel medioevo invasione prima degli ostrogoti, avari e bizantini, poi, nel VI-VII secolo, dei croati, una tribù slava originaria dell'odierna Ucraina. Nel X secolo si costituisce un regno autonomo il cui sovrano, Tomislav fu incoronato nel 925. Alla fine dell'XI secolo viene annessa al regno di Ungheria. Nel 1603 la Croazia diventa parte dell'Impero Asburgico, e poi si parla di Regno di Jugoslavia dal 1918. 
 
 
I Croati (in lingua croata Hrvati) appartengono alla famiglia dei popoli slavi. Esistono indizi che fanno credere che siano di origini persiane (odierno Iran). Dopo aver popolato l'area dell'attuale Ucraina, i Croati sono giunti nell'odierna Croazia attorno al VII secolo d.C.. Comunità croate autoctone vivono anche in Bosnia ed Erzegovina, Austria, Ungheria, Slovenia, Serbia (Vojvodina), Montenegro (Bocche di Cattaro) e in Italia (i croati del Molise). 
La Croazia è abitata in prevalenza da croati (90%) di religione cattolica. Fra le minoranze vi sono serbi (4,5%) di religione ortodossa, cittadini bosniaci di fede musulmana (0,5%), ungheresi (0.4%) e circa 35.000 italiani (ovvero lo 0,8%) sparsi tra Fiume, Istria, Moslavina e Dalmazia (quello che è rimasto di una presenza italiana che prima dell'inizio della seconda guerra mondiale ammontava - nelle terre attualmente croate - a circa 300000 persone). 
La popolazione serba, insediatasi nell'area nel XVI secolo, in passato era composta perlopiù da funzionari dell'Impero Austroungarico e costituiva una sorta di casta militare scarsamente integrata con il resto della popolazione. Con l'andare dei secoli la situazione cambiò e l'etnia serba si integrò completamente nella popolazione Croata. Si costituì il Regno dei Serbi dei Croati e dei Sloveni e le etnie convissero pacificatamente. Tuttavia ci fu anche una degenerazione nei rapporti culminata durante la seconda guerra mondiale quando si costituì lo stato indipendente della Croazia che perseguitò l'etnia serba. All'inizio delle guerre etniche degli anni novanta dopo l'aggressione Serba e Montenegrina alla Croazia, la popolazione serba era concentrata nelle zone della Krajina e della Slavonia. Dopo la riconquista della Krajina (Operazione Tempesta) circa 400000 serbi fuggirono convinti dai media serbi che i croati riprendendosi il territorio li avrebbero massacrati: un'assurdità mossa dalla politica serba che però ridusse la componente serba della popolazione croata. Da allora il governo croato ha attuato molte azioni volte al rientro dei serbi fuggiti dalla Croazia.  In Bosnia-Erzegovina circa vivono circa 700000 croati, che sono una delle tre comunità etniche principali. 
 
 
 
 
 
 
 
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